Introduzione

 

 “L’investimento finanziario (in titoli obbligazionari ed azionari) è rischioso”: questa è la frase che più spesso ricorre tra gli individui che rifiutano a priori la possibilità di ottenere una remunerazione dei propri risparmi superiore ai titoli di stato a breve termine (BOT), unica attività “praticamente” priva di rischio in quanto garantita dallo Stato Italiano e non soggetta (se non marginalmente) al rischio di tasso di interesse.

 “Andare in macchina è rischioso!”: perché allora milioni di cittadini ogni giorno mettono a repentaglio la loro vita sulle strade?

“Ogni volta che esco dal portone potrebbe cadermi una tegola in testa”: come mai allora quando esco di casa non controllo attentamente che il cornicione al 10° piano non sia ben saldo?

 

Il “rischio” è parte integrante della realtà che ci circonda ma non per questo io mi chiudo in casa (a rischio terremoto!): la maggior parte dei rischi a cui mi sottopongo quotidianamente sono “calcolati”.

In generale, valutare se affrontare o meno un rischio significa  attribuire una probabilità al verificarsi delle possibili conseguenze negative e “pesare” tali effetti in termini di “danno”.

Per un individuo razionale, la decisione di “agire” (affrontando i rischi connessi) implica l’aver valutato che le soddisfazioni (materiali od immateriali) che probabilmente scaturiranno dalla sua azione sono tali da più che bilanciare  i possibili danni: “il rischio vale la pena di essere corso!”.

La valutazione di un medesimo rischio, in quanto soggettiva, porta a decisioni differenti individui diversi: così ci sarà chi scala pareti montane ripidissime valutando accettabile il rischio connesso e chi non prenderà nemmeno la bicicletta per paura di cadere da un metro da terra.

 

Nei mercati finanziari efficienti vale una regola: il rischio deve essere remunerato (in termini "attesi")!

Quando per esempio le imprese emettono obbligazioni (corporate bond) per finanziarsi, esse devono offrire ai sottoscrittori un rendimento superiore ai Titoli di Stato.

Mentre i titoli dello Stato Italiano non presentano praticamente rischio di insolvenza, le obbligazioni societarie presentano il rischio che la società fallisca e di conseguenza non sia più in grado di restituire il capitale: così, per rendere queste obbligazioni attraenti, tali società dovranno pagare ai sottoscrittori (a parità di durata del titolo) un differenziale positivo (spread) rispetto a quelle prive di rischio.

In definitiva, ogni qualvolta il mio obiettivo è ottenere una remunerazione superiore ai BOT a 3 mesi (titoli privi di rischio) devo sapere che qualche rischio - anche se minimo - lo dovrò pur correre ed è proprio perché corro tale rischio che mi posso attendere di avere un rendimento superiore.

 

Affrontare i rischi connessi ad un mercato finanziario significa:

1)     individuarli;

2)     valutarli;

3)     porli sotto controllo.

 

 

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