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Investimento e speculazione: il
mercato Azionario ed il Portafoglio “core”
Nella costruzione del mio portafoglio di investimento, devo operare una netta distinzione tra:
1) i Mercati "di Investimento" in senso stretto (L’S&P500, la Borsa di Londra, il mercato azionario europeo rappresentato dall' indice Eurostoxx, il mercato dei titoli obbligazionari di Stato e corporate con rating "investment grade");
2) i Mercati "Speculativi" (mercati azionari ed obbligazionari dei paesi emergenti, il mercato azionario giapponese, i titoli corporate "speculative grade", etc.).
I mercati di investimento sono caratterizzati da un trend consolidato di crescita di Lungo Periodo (come possibile convenzione: 20 anni), "garanzia" di una "conveniente" remunerazione di lungo termine dell'investimento (dati i rischi assunti) rispetto ad altre forme di investimento. Cos’e’ che mi assicura che questo trend sia crescente nel lungo periodo?: il fatto empirico che l’economia mondiale è una economia in crescita. Infatti:
1) se l’economia mondiale cresce, da qualche parte nel mondo ci saranno obbligazioni che offrono rendimenti "reali" positivi;
2) se l’economia mondiale cresce, da qualche parte ci saranno aziende (e saranno complessivamente una maggioranza) che avranno utili in crescita e quindi dividendi positivi e prezzi dei propri titoli in salita.
Se l’economia mondiale cresce avremo dunque due classi di attività, obbligazioni e azioni, con un trend crescente di lungo periodo, che quindi mi assicurano la possibilità di avere il mio investimento remunerato!
I mercati speculativi, invece, sono caratterizzati da elevate oscillazioni, offrendo periodi di elevati guadagni alternati a periodi fortemente negativi: il trend di crescita di L.P. è incerto e può risultare anche negativo. Come dimostra il caso giapponese, la definizione rispecchia condizioni oggettive che nel tempo possono mutare provocando il passaggio di un indice da una categoria all'altra. A seconda del profilo di rischio prescelto, i mercati speculativi possono essere inseriti in un portafoglio azionario per quantità limitate (anche per profili "aggressivi" non si consiglia mai di superare il 20%, sempre con le opportune diversificazioni, del portafoglio complessivo.
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Possiamo quindi dividere idealmente il nostro portafoglio in due parti ben distinte, la parte "Core" e la parte "Swing" (quella più volatile):
1) sulla parte Core, ovvero su "il grosso" del mio investimento (dall'90 al 100% del capitale investito), non posso sbagliare!, cioè il mio profilo di rischio-rendimento, considerato il corretto orizzonte temporale di riferimento, deve essere tale da minimizzare la probabilità di non raggiungere gli obiettivi di rendimento e rendere insignificante quella di avere il mio investimento in perdita (e qui si intende una perdita nel peggiore dei casi "sopportabile").
La quota azionaria del portafoglio “ core” sarà quindi rivolta ai Mercati di Investimento.
2) sulla parte Swing (0-10% dell’investimento), tendenzialmente tanto più grande in percentuale quanto più grande è il patrimonio e la propensione al rischio del cliente, posso eventualmente sbizzarrirmi andando a ricercare di volta in volta, se esiste, quel mercato (o al limite quel titolo) che mi dia la cosiddetta performance, anche di breve periodo, assumendomi chiaramente dei rischi elevati.
Qui non si parla più di "investimento" ma di "speculazione" e come tale deve essere trattata ponendo le opportune stop-loss per evitare che in caso di mercati fortemente negativi la parte swing del portafoglio vada a penalizzare (in un contesto in cui l'intero investito deve essere trattato in maniera unitaria) la parte core.
[Investimento e speculazione: il mercato Azionario ed il Portafoglio “core”] [La Valutazione del Mercato Azionario: Il Modello FED]
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