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Il " Profilo di Rischio/Rendimento"
Prima di decidere se posso assumermi un rischio, di fronte alle aspettative di un dato rendimento, si devono avere dei criteri oggettivi per poter calcolare entrambi. La valutazione del rischio è così il presupposto del suo "controllo" affinché non superi il livello ritenuto accettabile dall'investitore. In questo ci soccorre l'Analisi Statistica, rivolta allo studio del passato come mezzo per poter "prevedere" il futuro sull'ipotesi che certi fenomeni abbiano caratteristiche ricorrenti[1]. Tale analisi è in grado di
"descrivere" e caratterizzare ogni Attività Finanziaria con la Deviazione
Standard, espressione della sua volatilità Il Rendimento Atteso di una Attività Finanziaria, cioè quanto ci si possa "ragionevolmente" aspettare di guadagnare dall'investire su quella data Attività, è stimato invece attraverso l'Analisi Fondamentale, sulla base di ipotesi relative al futuro andamento di quelle variabili che determinano in ultima istanza la performance del Mercato sotto esame.
Azioni ed obbligazioni
Le due principali Classi di Attività a disposizione dell'investitore privato sono le Azioni e le Obbligazioni (potremmo poi inserirne una terza, l'investimento immobiliare, per l'investitore comune assimilabile però all'investimento in titoli di stato a lungo termine). Per ciascuna delle due classi possiamo allora identificare un "profilo di rischio-rendimento" espresso in termini di[2]:
a) Rendimento Atteso dell'investimento, E(r), dato un orizzonte temporale appropriato. Il rendimento atteso di un
investimento su un determinato orizzonte temporale, è quel valore a cui, dati tutti i
possibili esiti finali, viene associata la più alta probabilità di
verificarsi.
b) Deviazione Standard[3], SD, del rendimento atteso, espressione della volatilità e quindi del rischio che mi devo assumere per puntare al raggiungimento dell'obiettivo in termini di rendimento.
Es. Una SD di +/- 10% associata ad un E(r) pari a 5% significa che a cose "normali" (che per noi significherà "con circa il 70% di probabilità) al termine dell'anno considerato mi aspetto che il rendimento effettivo (a posteriori) dell'investimento possa oscillare tra 10 + 5 = +15% e -10 + 5 = -5%. E' naturalmente possibile ampliarei cosiddetti "intervalli di confidenza" a piacere, es. probabilità del 90% o del 95%, per sapere con probabilità maggiori quale sarà l'oscillazione attesa del mio investimento (a probabilità maggiori corrisponderanno oscillazioni attese maggiori).
c) Orizzonte Temporale: determinante al fine di poter calcolare effettivamente il rischio a cui andrò contro. Infatti, all'aumentare dell'orizzonte temporale, la SD (il rischio) cresce in maniera meno che proporzionale rispetto all'aumento del rendimento cumulato atteso di fine periodo.
Il "rischio" quindi, al passare del tempo, aumenta in termini "assoluti" ma diminuisce in termini "relativi", cioè rispetto al "rendimento". Scegliendo quelle classi di attività caratterizzate da un trend positivo atteso di crescita di Lungo Periodo, ciò significa che con il passare del tempo la probabilità di avere un rendimento negativo sugli Asset investiti diminuisce tendendo allo zero (chiariremo in seguito questo concetto).
La diversificazione del rischio
Inoltre, per nostra fortuna queste Azioni ed Obbligazioni oltre ad essere caratterizzate da un trend crescente di Lungo Periodo[4] (escludendo quindi i cosiddetti mercati "speculativi"), sono anche, in un contesto di mercati azionari particolarmente negativi, inversamente correlate[5] : detto in maniera molto semplice, in linea di massima ed in presenza di forti correzioni o forti crescite sul mercato azionario, quando l'una scende l'altra sale. Quindi: utilizzando una combinazione percentuale di obbligazioni ed azioni, cioè "diversificando" il mio investimento, potrò ridurre la rischiosità dell' investimento stesso a parità di rendimento atteso.
[2] Quanto segue presuppone che ogni classe di attività possa essere rappresentata da quella che in statistica viene chiamata una Variabile Casuale normalmente distribuita. Una variabile casuale è in prima approssimazione un'elenco di eventi possibili ad ognuno dei quali viene associata una probabilità del suo verificarsi. Attraverso una V.C. posso quindi rappresentare gli scenari possibili rispetto al futuro andamento dei mercati finanziari, associando a ciascuno di essi una probabilità. Nei modelli previsionali vengono usate le V.C. cosiddete "normali"in quanto sono descritte in maniera completa da un valore atteso, a cui corrisponde il nostro rendimento atteso E(r), e da una Varianza (di cui la SD ne è la radice quadrata) cioè la dispersione degli eventi casuali intorno al valore atteso, che nel nostro caso corrisponde al concetto di rischio. Le V.C. normali, pur essendo un'approssimazione della realtà, risultano in generale efficaci nel descrivere l' andamento delle classi di attività finanziarie. [3] La volatilità passata (calcolata su una media mobile degli ultimi 5 anni, quindi su un periodo relativamente "recente") è indicativa della volatilità futura in quanto riflette le condizioni "strutturali" di un mercato finanziario: la caratterizzazione in termini di "mercato di investimento" o di "mercato speculativo", il livello di liquidità, il livello di efficienza, quanti sono gli operatori privati rispetto a quelli "istituzionali", etc. [4] Cos'e' che mi assicura che questo trend sia crescente nel lungo periodo?: il fatto empirico che l'economia mondiale è una economia in crescita. Infatti: [5] A "cose normali" la
correlazione è nulla, cioè le due attività si muovono in maniera indipendente.
Il beneficio della diversificazione continua comunque ad essere
presente.
[Introduzione] [Il Profilo di "Rischio/Rendimento"] [I Pricipi base dell'Asset Allocation] [Un semplice modello] [Riduzione del Rischio] [La scelta consapevole]
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