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Un semplice Modello
Per rendere più semplice l'analisi si
ipotizza che il mercato obbligazionario a medio termine sia sostanzialmente
privo di rischio (SD = zero), ipotesi in questa sede giustificabile con una inflazione
tendenzialmente sotto controllo.
1) Rendimento delle obbligazioni (area euro) al 4% netto (supponiamo di acquistare uno "zero-coupon" con rendimento nominale fisso al 4% netto).
2) Rendimento "atteso" delle azioni al 10% netto, sulla base dell'esperienza storica e delle prospettive[1] di crescita dei profitti di Lungo Periodo.
3) Volatilità considerata "normale" sul mercato azionario : ± 17%.
ES.1 Orizzonte temporale: 1 anno
L'Esempio 1 di cui sopra, rappresentato con la relativa tabella, è ricavato per un profilo di rischio/rendimento assolutamente "Prudente". In base alle ipotesi fatte (che chiaramente sono suscettibili di modifica per valutare i diversi scenari), ad un Portafoglio (asset) che include il 90% di obbligazioni ed il 10% azioni (I° colonna) è associato un rendimento del 4,6% netto (II° colonna):
il mio obiettivo è quindi quello di guadagnare uno 0.6% in più rispetto a quanto mi offre il mercato obbligazionario (ipotizzato a rischio zero in quanto ho acquistato uno zero-coupon) e per ottenere questo sovrappiù sono disposto ad investire una piccola quota dei miei risparmi in azioni, assumendomi quindi un piccolo rischio:come lo quantifico?
Assumere sulla base dell'esperienza storica una volatilità del 17% per il mercato azionario significa aspettarsi a priori che effettuato l'investimento, da lì ad un anno, la mia quota azionaria possa avere rispetto al suo rendimento atteso (ipotizzato al 10% annuo) e con una probabilità pari al 70% una oscillazione tra ± 17%, e che all'interno di questa banda di oscillazione la volatilità è da considerarsi "normale"[2]. Per esaltare la possibilità di copertura del mercato obbligazionario si ipotizzerà - nella III° e V° colonna - che per il mercato azionario, nel primo anno di investimento, il trend atteso sia nullo e che quindi con una probabilità del 70% io possa perdere fino al 17% sulla mia quota azionaria. Questa ipotesi sovrastima le oscillazioni negative attese su questo mercato[3] e quindi rende il modello molto più orientato a valutare i rischi insiti in uno scenario eccezionalmente negativo.
Il rischio
Nella III° colonna, il numero al di fuori della parentesi mi indica quanto, senza considerare i rendimenti del mercato obbligazionario, tale volatilità potrebbe incidere nel migliore e nel peggiore dei casi sul mio capitale dato l'orizzonte temporale di un anno. Avendo investito una quota pari al 10% in azioni, nel peggiore dei casi, qualora il mercato azionario scenda di un 17%, il mio capitale verrà decurtato di un 1,7% (10% × 17%). Considerando che il mio 90% di obbligazioni renderà il 4%, i numeri all'interno della parentesi mi dicono di conseguenza che, dal momento in cui effettuo il mio investimento e rispetto al mio obiettivo di rendimento del 4,6%, nella migliore delle ipotesi (mercato azionario: + 17%) al termine dell'anno guadagnerò un 5,3%, nella peggiore (mercato azionario: -17%) guadagnerò l'1,9%.
Accettata questa volatilità, maggiore sarà l'orizzonte temporale a disposizione maggiore sarà la probabilità di "ammortizzare" le oscillazioni dell'investimento all'interno di un trend crescente, allo scopo di raggiungere il mio 4,6%: in ogni caso l'orizzonte minimo consigliato per tale profilo di rischio sono tre anni (IV° colonna).
La copertura dall'eventuale perdita del mercato azionario
Infine la V° colonna: essa mi dice di quanto dovrebbe perdere il mercato azionario affinché al termine dell'anno il rendimento del mio investimento, invece di essere positivo, pur beneficiando dei rendimenti delle obbligazioni, risulti pari a zero. Secondo questa colonna il mercato azionario dovrebbe arrivare a perdere sino al 36% per azzerare i guadagni della componente obbligazionaria[4] (ed arrivare al - 46% per causare una perdita dell'1% all'intero investimento): si tratta quindi di un evento eccezionale, che per il profilo prescelto non è in ogni caso in grado di minacciare l'integrità del patrimonio.
Nell'esempio 2 sono contenuti altri due profili, il primo "bilanciato" ed il secondo "aggressivo", in cui di fronte ad obiettivi di rendimento atteso rispettivamente del 7 e del 10% abbiamo su base annua una volatilità che porta ad ampliare i risultati possibili del primo anno di investimento tra il +10,5/-6,5% (profilo bilanciato) ed il ± 17% (profilo aggressivo). Come si nota la copertura delle perdite del mercato azionario (II° colonna) è scarsa per il primo profilo e chiaramente nulla per il secondo data l'assenza dell'investimento obbligazionario. Data l'elevata volatilità a cui sottopongo il mio capitale l'orizzonte consigliato si allunga per entrambi, in maniera da poter ammortizzare queste oscillazioni sul trend crescente di lungo periodo.
[1] Le aspettative di crescita dei profitti (gli utili) di Lungo Periodo sono fondamentali per determinare il futuro andamento del mercato azionario. In quanto "aspettative" esse vanno attentamente monitorate perché è sulla loro base che gli individui effettuano le proprie scelte di investimento: una loro revisione al rialzo o al ribasso, anche per pochi punti percentuali, può comportare consistenti salite o discese degli indici. La correzione del mercato USA (S&P500) tra il settembre 2000 ed il settembre 2002 è stata determinata da una di queste "epocali" revisioni al ribasso: i tasso di crescita atteoi degli utili delle aziende appartenenti a quell'indice è passato da un consenso del 18% su base annua (marzo 2000) ad uno del 12% (riduzione del 33% tra marzo 2000 e settembre 2002). L'ipotesi al 10% del nostro modello riflette quindi uno scenario volutamente prudente, che sconta la possibilità di successivi ulteriori ribassi nelle prospettive di crescita. [2] Con una probabilità pari al 70% la mia quota investita in azioni alla fine dell'anno avrà un risultato compreso tra 10 + 17 = 27% e 10 - 17 = -7%. [3] La banda di oscillazione è ora pari a + 17/ -17%. [4] Si potrebbe anche inserire l'ipotesi (verificabile nella realtà) che in caso di mercato azionario in forte correzione i rendimenti delle obbligazioni possano arrivare fino al 5% netto (ipotesi di correlazione negativa tra le classi di attività); la protezione sarebbe chiaramente più ampia (in tal caso fino al - 45%).
[Introduzione] [Il Profilo di "Rischio/Rendimento"] [I Pricipi base dell'Asset Allocation] [Un semplice modello] [Riduzione del Rischio] [La scelta consapevole]
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