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L'orizzonte temporale e la riduzione del rischio
Fino ad ora il nostro modello è stato
calibrato sull'orizzonte di un anno, fornendoci una idea di quanto rischio vado
ad assumermi nel momento in cui metto in gioco il mio capitale. Il mio capitale inizialmente è
"integro" ed una regola generale della psicologia umana vuole che ogni punto
percentuale perso "pesi" molto di più in termini di "insoddisfazione" rispetto
alla "soddisfazione" data da ogni punto percentuale guadagnato: in altri
termini, l'investitore (in linea di massima) è "avverso al
rischio".
1) Il rischio assunto diminuisce all'aumentare dell' orizzonte temporale prefissato.
Di conseguenza:
2) accettato il rischio da
sostenere per il primo anno dovrà esserci la consapevolezza che
il rischio sul corretto orizzonte temporale sarà inferiore, e
tanto più inferiore quanto più lungo sarà il periodo di tempo in cui verrà lasciato "maturare" l'investimento.
ES.3 Orizzonte temporale: 3 anni
Spostiamo quindi il nostro profilo "Prudente" sul corretto arco temporale, 3 anni: sui tre anni il mio rendimento atteso cumulato è del 14,4% (4,6% composto annuo) mentre con un 70% di probabilità mi aspetto che il mio rendimento "effettivo" (a posteriori) oscilli tra il 17,3% e l'11,5%. All'aumentare dell'orizzonte temporale il rendimento totale atteso sui tre anni (II° colonna) più che triplica (interesse su base composta). La Deviazione Standard, invece, cresce in maniera meno che proporzionale, cresce 1,73 volte! Sui 5 anni, il rendimento totale atteso quintiplica, mentre la SD cresce di 2,23 volte, etc. Infatti
mentre il rendimento totale atteso cresce proporzionalmente al tempo
T (cioè viene moltiplicato per T) la deviazione standard dell'investimento
cresce proporzionalmente alla Ciò vuol dire che:
all'aumentare dell'orizzonte temporale, il rischio "relativo" diminuisce[1], cioè diminuisce la probabilità di avere come risultato finale un valore diverso da quello atteso a priori.
Vediamo quindi dalla Tabella dell'Esempio 3 come il nostro Asset si comporta sui 3 anni, nell'ipotesi peggiore preventivabile:
a) supponiamo quindi che si verifichi il peggiore dei casi possibili e cioè che il nostro 10% di azioni perda annualmente il 17% per tre anni: al termine dei 3 anni il calo del mercato sarebbe complessivamente del – 17%×3= – 51% (rendimento semplice cumulato) con una perdita sul nostro investimento del – 51%×10%= – 5,1%.
b) il restante 90% di obbligazioni avrebbe prodotto una guadagno pari al 90%×4%×3= 10,8%.
Sommando algebricamente i rendimenti di fine periodo delle due classi di attività ottengo un risultato finale dell'investimento pari a – 5,1%+10.8% = + 5,7% (rendimento semplice cumulato).
Per curiosità possiamo vedere come il mio profilo "Prudente" è in grado di coprire in teoria una perdita del mercato azionario pari al 118% (119% composto). Naturalmente, la possibilità di perdere il 118% non esiste! Il dato mi indica che al termine del periodo di riferimento, anche se il mercato azionario si azzerasse e con lui il mio 10% di azioni, alla fine il mio investimento sarebbe in attivo di un 1,8%.
[1]Ovvero, all'aumentare dell'orizzonte del mio investimento, il rischio cresce meno che proporzionalmente rispetto al rendimento atteso
[Introduzione] [Il Profilo di "Rischio/Rendimento"] [I Pricipi base dell'Asset Allocation] [Un semplice modello] [Riduzione del Rischio] [La scelta consapevole]
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